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10 motivi musicali

In Strada Maggiore, non lontano dal Museo Davia Bargellini di cui vi ho parlato in un altro post, si trova un museo che vale la pena vistare.

La daysperience n°88 di oggi?

Vista al Museo della Musica.

Come scrivono sul sito ci sono almeno 10 mitivi per visitare il Museo Internazionale della Musica. Il primo è che la Biblioteca della Musica contiene circa 100.000 tra testi, spartiti, libri stampe etc.

Padre Gian Battista Martini, grande erudito ed esperto di musica aveva accolto un giovanissimo Mozart(appena quattordicenne) quando arrivò a Bologna per conoscerlo e sembra che lo stesso si sia prodigato affinchè Il giovanissimo genio entrasse all’Accademia Filarmonica. Padre Gian Battista Martini non lasciò quasi mai la sua cella, da lì intrattenne diverse conversazioni con i membri più illustri della musica provenienti da tutta Europa. Il filantropo aveva il progetto di una grandissima Biblioteca della Musica a Bologna dove raccogliere scritti di ogni epoca accanto ai ritratti dei compositori e teorici della musica.

Padre Gian Battista Martini
W.A.Mozart

Un altro motivo per visitare questo museo è proprio la presenza di questi ritratti d’epoca, perlopiù ignoti che hanno regalato ai posteri l’immagine fisica dei compositori più celebri di tutti i tempi.

A.Vivaldi

Il quarto motivo è sicuramente la presenza di strumenti rari di ogni genere, il “clavicembalo perfetto” e ancora viole, violoncelli,mandolini arpe e corni, alcuni anche molto particolari come la tromba marina, che è uno strumento monocorde che però produce il suono di una tromba.

Tiorba
Tromba marina

Accanto agli strumenti vi sono anche testi rari come gli spartiti di Mozart o il primo spartito stampato della storia del 1501 (Harmonice Musices Odhecaton A), equivale per la Musica alla Bibbia di Gutenberg ed è opera di Ottaviano Petrucci.

Mozart

Harmonice Musices Odhecaton A – 1501

La sala numero 6 è dedicata a Carlo Boschi, in arte Farinelli. Considerato il più importante cantante lirico di tutti i tempi, visse prorpio a Bologna fino alla sua morte.

Farinelli

La sala numero 7 è dedicata a Rossini. Con l’Ottocento si abbandona il melodramma e grazie soprattuto al Barbiere di Siviglia di Rossini, qui si conserva il manoscritto autografo dell’opera, si afferma l’opera come nuovo genere teatrale. Da qui il via a grandi autori come Bellini, Donizzetti e Verdi sino ad arrivare a Wagner che deve molto a Bologna in quanto fu la prima città a dargli credito e il Lohengrin dato a Bologna nel 1871 segna la fortuna di Wagner in Italia.

Sala Rossini

Se anche non aveste nessuna curiosità per la Musica vi assicuro che Palazzo Sanguinetti, sede del Museo dal 2004 è un Palazzo da vedere, le sale sono completamente affrescate in stile Neoclassico ed è uno dei pochi Palazzi storici aperti al pubblico.

Anche in giardino potrete rimanere a bocca aperta. Che ne dite di girare tra le sale ascoltando la musica dei più grandi maestri classici di tutti i tempi?

Bologna 2019-03-29

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