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A Certain Collector B

E’ il titolo della mostra di Yosuke Bandai, uno degli artisti invitati alla IV Biennale di Fotoindustria. Nella sala adiacente al chiostro del Museo Internazionale e Biblioteca della Musica, in Strada Maggiore, si sviluppa il lavoro dell’artista nato a Tokyo nel 1980.

La daysperience n°314 di oggi?

L’arte dei rifiuti.

La riflessione dell’artista nasce dalla raccolta di rifiuti trovati per strada.

Brandelli di oggetti, raccolti nel tempo da Bandai, messi insieme in modo quasi casuale a costituire nuove forme.

Oggetti che non spariscono facilmente dall’ambiente oppure destinati a deteriorarsi in poco tempo.

Il fotografo li metti insieme e li scannerizza producendo delle stampe che gli daranno una vita eterna.

Nella mostra ci si ritrova al centro di un reticolo metallico su cui sono esposte queste immagini.

La dimensione reale degli oggetti diventa irreale, fuori scala, il fondo nero delle immagini li proietta in una sorta di vuoto cosmico.

Il progetto iniziale del lavoro di Bandai prevedeva una performance per cui gli oggetti venivano poi collocati in una vasca d’acqua al centro del reticolo e alcuni di essi si deterioravano e sparivano nel liquido durante la stessa mostra.

Il lavoro di questo artista ha un valore oltre che estetico anche di denuncia, non è un caso che gli oggetti fotografati siano rifiuti. Quei rifiuti su cui il mondo continua a discutere, che per la loro natura spesso sono impossibili da smaltire e stanno minacciando il futuro del nostro pianeta.

Il reticolo metallico diventa una sorta di “discarica” sospesa nel tempo e nello spazio e noi al centro spettatori curiosi e increduli osserviamo il prodotto delle nostre stesse attività senza riconoscerne più il significato.

Bologna 2019-11-10

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