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Bagni di Mario

E’ il nome dato alla Conserva di Valverde. Quando gli archeologi la scoprirono ritennero potesse essere un’antico sito termale di origine romana e per questo vi diedero quel nome. Oggi mi sono recato lì per una visita guidata a questo affascinante luogo sotterraneo che si trova a Bologna in zona San Mamolo.

La daysperience n°244 di oggi?

Visita ai Bagni di Mario.

E’ in realtà una cisterna costruita in epoca rinascimentale. L’architetto che la realizzò è Tommaso Laureati che la progettò per alimentare la fontana del Nettuno. Lo stesso architetto è progettista della famosa fontana, simbolo insieme alle due Torri della città, le cui opere sculture sono invece del Giambologna.

Questa struttura ipogea è molto affascinante e non sorprende che gli archeologi la confusero con delle terme romane, per il gusto estetico con cui è stata realizzata pur essendo un luogo adibito ad uso tecnico e non celebrativo.

Entrando ci si trova in un ambiente a pianta ottagonale sormontato da una cupola con relativo oculo centrale per la raccolta dell’acqua piovana che ricadeva nel pozzo centrale. Questa parte ricorda il più celebre Pantheon, ciò ci rimanda al gusto classico sviluppatosi in epoca rinascimentale e di cui Laureati fu sicuramente un sostenitore.

Dalla cella centrale si dipartono quattro cunicoli che scavano la collina di Valverde. La collina essendo in pietra porosa ha la caratteristica di assorbire l’acqua piovana e conservarla al suo interno. Attraverso questo sistema di cunicoli e artifici tecnici si riusciva a raccogliere quest’acqua facendola convogliare nelle vasche di decantazione al di sotto della cella centrale.

Questa struttura è quindi un raro esempio di cisterna il cui approvvigionamento non è dovuto a una fonte sorgiva bensì a un escamotage ingegneristico che sfrutta la natura porosa della roccia locale.

Le acque depurate nelle prime cisterne venivano poi convogliate attraverso l’inclinazione dei piani in una seconda cisterna, detta “Cisternetta” con una pianta a croce romana. Anche in questo caso possiamo notare l’attenzione per il dettaglio stilistico ed estetico pur parlando di un luogo frequentato unicamente dal manutentore e non dal pubblico.

Da questa Cisternetta partiva poi un lungo sistema di tubazioni realizzate in laterizi ad incastro che andavano ad unirsi all’acquedotto del Remondato sotto la Chiesa di Santa Maria dell’Annunziata.

Un’ulteriore curiosità che si può scoprire in questo luogo riguarda il camino ritrovato in prossimità di una delle gallerie scavate nella collina. Il camino doveva appartenere probabilmente ad un’antica domus romana e il Laureati decise di integrarlo nella nuova struttura per sfruttarlo a sua volta per la l’approvvigionamento di acqua.

Tale camino si è rivestito negli anni di numerosi strati di calcare che gli conferiscono una spettacolare luminescenza tipica delle grotte stalagmitiche.

Un luogo sicuramente da scoprire e non perdere se si passa da Bologna.

Bologna 2019-09-01

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