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Bohemian Rhapsody

Oscar al miglior attore, al miglior montaggio e al miglior montaggio sonoro. Mica male per questo film di Bryan Singer. Il film ripercorre l’ascesa al successo di una delle band più famose di tutti i tempi, i Queen. In praticolare la figura del solista, il legendario Freddie Mercury. Anche stasera da solo al Cinema Galliera come la prima volta.

La daysperience n°75 di oggi?

Vedere il film sui Queen.

Farrokh Bulsara(vero nome di Freddie Mercury) si trasferì con la famiglia da Zanzibar in Gran Bretagna. Dal film Freddie lavora all’aereoporto di Heathrow e studia grafica e design al college dove conosce Tim Staffell, Brian May e Roger Meddow Taylor con cui formerà il celeberrimo gruppo. L’ascesa del gruppo è rapida e tormentata. I rapporti con il primo manager che poi abbandoneranno perchè non sosteneva la sperimentazione musicale di Bohemian Rhapsody appunto. Nodo centrale del film è anche la vita personale del solista, diviso tra l’amore per una donna e la scoperta della sua omosessualità. Diversi personaggi ruotano intorno al divo e in particolare uno che lo condurrà in una vita di dissolutezza tra droghe e partner casuali. Lascerà il gruppo per intrapendere una carriera da solista. La scoperta di aver contratto l’HIV sarà un duro colpo che porterà la star a cercare di ricomporre i pezzi della propria vita. Riunire il gruppo per lo storico concerto del live Aid di Wimbledon del 1885 riallacciare i rapporti con il padre e rintracciare quel ragazzo conosciuto a una festa che diventerà il compagno di vita. Freddie Mercury morirà a causa di una polmonite, aggravatasi per il virus che aveva contratto, nel 1991.

Questo film come il documentario su McQueen mi ha fatto riflettere. Perchè personaggi così straordinari, di grande carisma e geniali distruggono le loro vite? Genio e sdregolatezza devono necessariamente andare di pari passo? Da quando ho aperto il blog e iniziato a fare le daysperience mi è capitato spesso di dover riflettere su questo argomento, anche la mostra Club27 aveva lo stesso fil rouge. Probabilmente dallo scontro tra luce ed ombra nascono i capolavori. Si dice che per fare cose grandi bisogna essere spinti o da una grande passione o da una grande disperazione e probabilmente in questi geni sono convissute entrambe.

Show must go on.

Bologna 2019-03-16

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