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Dio è donna

Non è la prima volta che sento questa frase. Nel libro di Paolo Borzacchiello il protagonista incontra Dio ed è un’ irriverente anziana, fumatrice incallita. Questo pomeriggio sono andato al Teatro Cinema Galliera per un’interessante proiezione.

La daysperience n°371 di oggi?

Dio è donna e si chiama Petrunya.

E’ un film del 2019 della regista macedone Teona Strugar Mitevska. Narra la storia di Petrunya, una ragazza macedone di 32 anni, laureata in Storia ma disoccupata, cresciuta in una società patriarcale e arretrata.

Il film, in patria, non ha riscosso grandi consensi mentre ha visto notevole interesse al festival del cinema di Berlino e ha vinto il Premio Lux, un premio attribuito dal parlamento europeo ad opere di particolare rilievo socio-politico.

Petrunya è vessata dalla madre affinchè trovi un lavoro e dopo l’ennesimo colloquio andato male la ragazza si ritrova in una processione per un rito religioso molto importante. Il rito consiste nello gettare in un fiume una croce di legno e una folla di uomini si gettano per recuperarla, il fortunato che la conquista avrà un anno di fortuna.

La ragazza sconfortata dalla sua esistenza decide d’impulso di gettarsi nel fiume insieme ai ragazzi sperando nella fortuna promessa dal ritrovamento della croce.

Petrunya riesce a prendere la croce e da lì inizia un lungo calvario. Si urla allo scandalo, perchè una donna ha recuperato la croce e sia le autorità religiose che le istituzioni premono affinchè la ragazza restituisca l’oggetto sacro.

Petrunya non cede, rischiando anche il linciaggio da parte della comunità.

Petrunya ha fatto quel gesto senza pensarci più di tanto ma grazie a quell’atto di coraggio imparerà a perdonare e a ricominciare, trovando la svolta per la sua vita.

Il film, oltre ad essere una denuncia in merito alla condizione femminile in alcuni paesi e anche un monito di fronte all’angoscia che scaturisce da un’esistenza senza scopi e senza speranza.

La croce che la protagonista ritrova sarà l’occasione per una consapevolezza diversa della sua esistenza.

La protagonista dovrà proprio portare la croce per raggiungere la sua beatitudine. Dovrà passare tra incomprensione e solitudine per realizzare se stessa.

Un film dal forte carisma, tutto al femminile.

Bologna 2020-01-06

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