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H+

E’ una sigla che indica il transumanesimo. Quest’ultimo è un movimento culturale che sostiene l’uso delle scoperte scientifiche per migliorare le capacità fisiche e cognitive dell’uomo. E’ su questo che indaga il lavoro di Matthieu Gafsou. La mostra H+ rientra nel circuito di Fotoindustria.

La daysperience n°326 di oggi?

Vita cibernetica.

Non è più qualcosa del futuro l’uomo che diventa sempre più macchina. Attraverso la sua indagine nei laboratori e nei luoghi dove la tecnologia abbraccia l’anatomia l’artista ci propone un excursus sulle nuove frontiere dell’uomo-macchina.

Da strumenti ormai diventati comuni come gli apparecchi odontotecnici o le lenti a contatto fino ai peacemaker e gli arti artificiali sono diverse le macchine che aiutano l’uomo a migliorare le sue prestazioni partendo dalla malattia fino ad arrivare alle tecnologie antinvecchiamento.

La mostra di Gafsou riflette anche su questo, l’ideale di vita eterna a cui l’uomo aspira da sempre e che diventa un utopia realizzabile grazie al progresso scientifico e tecnologico.

Un utopia spesso paragonata alla conquista dello spazio ed è per questo che una delle foto esposte ritrae il monumento alla conquista dello spazio realizzato a Mosca nel 1964.

Questa mostra è anche l’occasione per vedere le bellissime sale di Palazzo Pepoli Campogrande. Uno stridente connubio tra gli antichi affreschi della sala e le foto di questo artista. Le calde pennellate si accostano alle fredde atmosfere dei laboratori scientifici.

Bologna 2019-11-22

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