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Il cassetto

Una delle tecniche utilizzate nelle terapie di gruppo spiegate nel libro Il Talento di Raffaele Morelli è quella del “cassetto rovesciato“. Rovesciare il contenuto di un cassetto e pescare qualcosa ogni giorno che possa essere di ispirazione per muoverci di conseguenza.

Una tecnica interessante per aprire nuovi scenari della nostra vita partendo da “azioni minime“.

La parola cassetto e l’oggetto che essa rappresenta sembra essere di ispirazione e quindi ho deciso di scriverne un testo come ho fatto tempo fa per le porte ispirandomi alle riflessioni di Emilia, la protagonista di “Al mattino stringi forte i desideri” di Natascha Lusenti.

La daysperience n°511 di oggi?

Il cassetto.

Aprire un cassetto è una delle prime cose che facciamo entrati in una nuova casa e svuotarne uno o andare a controllare se c’è ancora qualcosa è una delle ultime azioni che facciamo prima di lasciare una casa.

Appena arrivato a Bologna ho cercato casa e ci ho messo davvero tanto per trovare una stanza. Non mi piaceva molto ma dovevo prenderne una se non volevo dormire in strada.

La stanza aveva pochi arredi, una scrivani , un letto, un piccolo armadio e un altro mobile con un cassetto.

In pratica c’era un solo cassetto nella mia stanza eppure non ci ho mai messo nulla. E’ rimasto vuoto.

Quando vado in albergo di solito non metto nulla nei cassetti perchè so di doverci rimanere pochi giorni e ho paura di dimenticare qualcosa se non è in giro a portata di mano.

Riflettendoci, ora che sto parlando dell’argomento, sono rimasto in quella casa per un anno e non ho mai utilizzato quel cassetto.

Era evidente che non avevo intenzione di rimanerci e anche se dopo un anno mi sono attivato per cambiare casa in realtà la decisione era sempre stata lì, fin dal primo giorno, in quel cassetto vuoto.

In un cassetto possiamo trovare di tutto, probabilmente non potremmo vivere senza un cassetto, senza un luogo dove porre qualcosa che non vogliamo far vedere agli altri.

Nei cassetti però si sono sempre chiusi anche i sogni e dobbiamo essere attenti.

I sogni possono rimanere lì per molto tempo e poi emergere come la mia decisione di andare via. Può succedere però, che non ricordiamo di andare a controllare in quel cassetto dove avevamo posto la nostra speranza e perderla per sempre.

Controlliamo i nostri cassetti, potremmo trovare un’ispirazione, un segno che può indicarci la strada, un progetto da realizzare, un ricordo che non possiamo dimenticare.

Bologna 2020-05-25

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