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Jeeg Robot

Che cos’è un eroe? E’ un individuo dotato di grande talento e straordinario coraggio che sa scegliere il bene al posto del male, che sacrifica se stesso per salvare gli altri ma soprattutto che agisce quando ha tutto da perdere e nulla da guadagnare.

Con questo monologo si conclude il film Lo chiamavano Jeeg Robot il film del 2015 di Gabriele Mainetti.

La daysperience n°333 di oggi?

Un eroe normale.

Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria) è un ragazzo di periferia che vive di espedienti. Dopo aver rubato un orologio nel centro di Roma viene inseguito dalla polizia e per sfuggirgli si getta nel Tevere.

Qui sprofonda in alcuni barili pieni di un liquido sconosciuto, uscirà dalle acque inquinate del Tevere con una forza al di fuori del comune.

Il ragazzo mentre cerca di capire i propri poteri li sfrutta per guadagnare dei soldi, con il furto, perché è l’unico schema che conosce per poi approdare a una strada più giusta per il proprio nuovo status di supereroe.

Come ogni storia di supereroi che si rispetti non mancherà il nemico folle che in questo film veste i panni di un piccolo boss di quartiere che cerca di farsi strada nella notorietà del grande pubblico, interpretato da Luca Marinelli e la bella da salvare, Ilenia Pastorelli.

Grazie all’abile regia, al cast perfetto e alla buona sceneggiatura questo film è riuscito a vincere tutti i premi possibili in Italia. Non lo avevo mai visto ma ne avevo sentito parlare spesso e a buon ragione.

Il film ripercorre tutti i classici del genere in termini di eroi a partire da quelli dei cartoni animati anni ’70 tanto amati dalla “principessa” sui generis del film fino ad arrivare al più recente Jocker, magistralmente ripreso nel personaggio di Marinelli.

Nonostante l’evolversi dell’azione non presenti nulla di nuovo il film è fatto così bene che ti tiene incollato allo schermo e se anche ti puoi immaginare dove vada a parare continui a guardarlo.

Portare questo tipo di genere in Italia senza i pirotecnici effetti speciali che il cinema hollywoodiano può permettersi poteva essere un grande rischio ma anche la parte irreale in questo film si amalgama alla perfezione al reale per regalarci un film che è ironico al punto giusto ma che fa anche riflettere senza mai cadere nel trash o nella finzione fine a se stessa.

Bologna 2019-11-29

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