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La Quadreria

Palazzo Poggi Rossi Marsili espone opere pittoriche e non solo di maestri per lo più bolognesi. Circa cinquanta dipinti tra Cinquecento e Settecento.

La daysperience n°190 di oggi?

Nelle sale di Francesco Poggi Rossi Marsili.

Il conte cedette come lascito il palazzo all’Opera Pia dei Poveri Vergognosi che esiste ancora oggi con il nome di ASP Bologna, Azienda pubblica di Servizi alla Persona.

Il bel Palazzo in via Marsala al numero 7, ovviamente, ospita diverse opere collocate in sale tematiche, come la sala dei Benefattori in cui troneggia al centro lo stesso ritratto del conte, oppure la sala dedicata a Ubaldo Gandolfi, con 7 tele del pittore settecentesco.

Da mensionare sicuramente sono alcune opere come la Madonna col bambino della famosa pittrice Elisabetta Sirani, figlia del primo assistente di Guido Reni.

Altra opera di notevole interesse è il San Sebastiano proveniente dalla Chiesa del Baraccano. Quest’opera scultorea ha avuto un travagliato iter per capirne l’autore. In Pitture di Bologna di Cesare Malvasia viene attribuita ad Alfonso Lombardi. Successivamente in un manoscritto di Bologna viene citata come autrice la celebre Properzia de’ Rossi. Si è arrivati poi ad attribuirlo a Donatello per la somiglianza delle scapole con il David conservato al Museo del Bergello a Firenze. L’ultima attribuzione, su cui sono propensi più critici è quella di Baccio da Montelupo per la somiglianza con un altro San Sebastiano dello stesso autore.

Un altro oggetto, più che opera, conservato in questa pinacoteca è la Ruota degli Esposti. Era uso comune in tempi antichi abbandonare i bambini che non potevano essere allevati, é solo con il cristianesimo che tale pratica diventa deprecata e nel VIII sec. i primi ordini caritatevoli si occupano di prendersi cura di questi bambini.

Nel XIII sec. nasce a Bologna l’Ospedale di San Procolo, detto “dei Bastardini“. L’istituto si occupava di prendersi cura degli esposti. La pratica dell’abbandono avveniva attraverso una ruota dove il neonato veniva adagiato dalla madre e ruotando la ruota gli operatori dall’interno della struttura potevano accogliere il bambino senza dover vedere la madre.

La collocazione della ruota qui esposta non è certa poichè esistevano più istituti che operavano in questo ambito e quindi più ruote nel territorio cittadino. Potrebbe in effetti anche essere la più famosa delle ruote, ovvero quella dei Bastardini.

Anche questo luogo che per caso, passando da via Marsala per raggiungere il centro, ho incontrato sulla mia strada , testimonia la grande storia dei Palazzi bolognesi.

Bologna 2019-07-09

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