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La Vita è bella

Non avevo mai visto il capolavoro da Oscar di Benigni e siccome stasera è in programmazione tv ho deciso di vederlo per sopperire a questa mancanza.

La daysperience n°361 di oggi?

La Vita è bella. Il film.

Era il 1999 quando una commossa Sofia Loren annunciava la vittoria del Premio Oscar come miglior film in lingua straniera a Roberto Benigni per il suo capolavoro.

Il film del 1997 ha stupito, divertito ma soprattutto commosso tutto il mondo divenendo subito una perla del cinema italiano e mondiale.

Due giovani della campagna toscana, agli inizi degli anni trenta si trasferiscono in città per realizzare i propri sogni. Sono Guido e Ferruccio. Il primo trova lavoro come cameriere ma sogna di aprire una libreria, il secondo commesso ma sogna di fare il poeta.

Un giorno Guido incontra la maestrina Dora, di cui si innamora follemente riuscendo a coinquistarla nonostante la ragazza sia già promessa in sposa.

I due hanno un vivace e bellissimo bambino, Giosue che trascorrerà il periodo di internato insieme al padre, ebreo, quando anche in italia impazzerà la guerra e il totalitarismo nazista.

Guido vuole evitare al figlio le sofferenze della prigionia nel lager e riesce ad escogitare un gioco a punti per far intendere al figlio che, se si comporterà secondo delle regole, riusciranno a vincere un carro armato vero tutto per loro, il sogno del bambino.

Il finale tragico si risolve in un sospiro di sollievo quando il bambino, rimasto da solo nel lager vede arrivare un carro armato delle truppe statunitensi di liberazione e crede di aver vinto il gioco in cui si è impegnato al massimo con il padre.

Un film ironico su eventi che l’umanità non può dimenticare. L’ironia di Benigni è il suo mezzo di espressione per arrivare al più vasto pubblico possibile ma è anche il mezzo per far passare il messaggio che dà il titolo al film stesso.

La Vita è bella anche quando sembra tremenda se l’amore riesce a permeare anche le tristi barricate di un lager. E’ un messaggio che mi ricorda molto il libro di Frankl letto da poco, anch’egli si meravigliava di come negli stessi lager ci potessero essere momenti di ironia nell’infinita sofferenza.

Non tutto è perduto per l’uomo che riesce ad elevare la propria vita oltre le sofferenze attraverso l’amore e la speranza.

Proprio in questi giorni è al cinema il Pinocchio di Matteo Garrone in cui Benigni indossa le vesti del celebre burattinaio Geppetto, anche questo si annuncia un film che riscontrerà grande successo nei tempi a venire.

Napoli 2019-12-27

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