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L’antro della Sibilla

Quando vivevo a Napoli, abitavo a pochi passi dal famoso Antro della Sibilla ma non l’ho mai visitato. Ora che questo esperimento è avviato, anche quando sono a Napoli cerco di sfruttarlo per visitare luoghi che non conoscevo o fare cose che non ho mai fatto a Napoli.

La daysperience n°218 di oggi?

Visita all’acropoli di Cuma.

Cuma come ogni città greca si sviluppava verso l’acropoli, il punto più alto della città. E’ un sito archeologico dei Campi Flegrei, un’area estesa a nord di Napoli. I Campi Flegrei sono una grande caldera in stato di quiescenza, in sostanza un supervulcano con vari crateri. Io ho vissuto quasi tutta la vita in uno di questi crateri.

Arrivando sul sito il primo punto a cui si accede e l’Antro della Sibilla. Era il luogo designato per le attività della Sibilla Cumana. La Sibilla era la somma sacerdotessa di Apollo nonchè oracolo. Svolgeva la sua attività all’interno di questa particolare galleria artificiale ricavata nella roccia della montagna.

Antro della Sibilla

I venti provenienti dalle cento aperture dell’antro mescolavano i vaticini scritti in esametri che diventavano “sibillini”.

Fu Virgilio a designare nell’Eneide questo luogo quale presidio della Sibilla Cumana. Si è anche ipotizzato potesse essere parte di una struttura militare di difesa della città. La sua datazione è incerta, tra il X e il IV secolo a.C.

E’ un luogo suggestivo da visitare per il suo carattere ipogeo, per il taglio trapezoidale nella roccia e per quell’alone di mistero che lo avvolge per i riti che presumibilmente si facevano.

Non conoscevo bene la storia del sito e mi immaginavo di vedere solo il famoso antro, ma lo stesso si trova in un’area molto estesa di cui fa parte l’Acropoli e altri siti connessi.

La via sacra, una strada fatta di grosse pietre, conduce dall’area esterna all’antro fino alla parte più alta dell’Acropoli.

Si incontrano lungo il cammino il tempio di Apollo e il tempio di Artemide fino ad arrivare al più ampio tempio di Giove. Dei templi rimane unicamente il basamento e alcuni resti di colonne e di mura,ciò è dovuto, più che al trascorrere del tempo, all’uso di riutilizzare siti archeologici greci e romani come cave di materiale per la costruzione di altri edifici in epoche successive.

Tempio di Apollo

Il tempio di Giove è ancora un cantiere, in quanto sono stati ritrovati sepolcri di epoca medievale che hanno fatto dedurre una riassegnazione del luogo a basilica nel Medioevo o comunque a un sepolcreto. Nel tempio di Giove sono visibili le tre navate che venivano infatti spesso riutilizzate in epoca cristiana come pianta di partenza delle prime basiliche.

Tempio di Giove

Oltre alla storia che si respira la vista in questi luoghi é sollecitata con vedute e scorci bellissimi, è possibile infatti vedere tutto il litorale e le isole del golfo e la particolare lingua di terra che si sviluppa tra le acque del mare e del lago d’Averno.

E’ possibile anche scorgere la città bassa, l’insediamento urbano vero è proprio che era collegato all’Acropoli attraverso un tunnel a cui si accede dalla Cripta romana. Cripta e città bassa non sono oggi visitabili e neanche il tunnel che prosegue fino al porto.

Cripta

Napoli 2019-08-06

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