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Le 10 porte

Oggi ho deciso di fare un tour particolare. Agli inizi del duecento fu progettata la cinta muraria che circondava il centro di Bologna con dodici porte per accedervi. Oggi la cinta muraria e due porte non esistono più ma le altre dieci porti sono ancora visibili e segnano il confine virtuale tra il centro urbano e la “periferia” bolognese.

La daysperience n°170 di oggi?

Fotografare le 10 porte di Bologna.

Capita spesso di passare per alcune di esse, per esempio, Porta Galliera, che collega la bolognina, dove io abito, al centro però non mi sono mai soffermato ad osservarle tutte. Con un pò di impegno, caldo a parte, si possono percorrere i viali di circonvallazione a piedi o in autobus e fermarsi ad osservarle.

Io sono partito da Porta Maggiore, non so bene il perchè ma avendo preso un autobus ho deciso di scendere lì. Probabilmente è la porta che dal nome mi sembrava la più importante e infatti era quella di collegamento all’ antica via Emilia. Nel corso dei secoli ha subito diverse trasformazioni. Vi fu annessa una rocca e poi un portico. Nel ‘700 fu completamente rifatta per poi essere demolita insieme alle mura nel ‘900 e infine sempre agli inizi del ‘900 il restauratore Alfonso Rubbiani le diede l’aspetto originario.

La seconda porta sul mio percorso, in senso orario, è Porta Santo Stefano. L’originaria porta non esiste più. I due edifici che si vedono oggi fanno parte della barriera gregoriana e nel tempo sono stati adibiti a diversi usi.

La terza porta che ho fotografato è Porta Castiglione. La porta che si può vedere oggi è il risultato dei maneggiamenti del settecento e del successivo smantellamento delle mura fino a porta San Mamolo.

Quarto punto di osservazione è Porta Saragozza, una delle più amate a Bologna in quanto vi passa la Madonna di San Luca nella processione, di cui vi ho parlato in un post, verso la basilica di San Pietro.

Quinto ingresso alla città è Porta San Felice, molto importante a livello storico non solo come collegamento alla via che portava a Milano ma anche perchè da qui transitarono personaggi illustri come lo stesso Napoleone per ben due volte anche in qualità di imperatore e re d’Italia.

Sesta porta di questo mio tour è Porta Lame. La piazza che ospita la porta fu scenario di un evento importante durante la seconda guerra Mondiale. Il 7 Novembre del ’44 avvenne una sanguinosa battaglia tra nazifascisti e resistenti, la più importante avvenuta in una città italiana durante la seconda guerra mondiale.

Settima porta è appunto Porta Galliera che mi capita di vedere più spesso. Nella giornata dell’ 8 Agosto 1848 (che dà il nome alla piazza) la Porta vide la ritirata dell’esercito austriaco sconfitto dal popolo bolognese nella battaglia della Montagnola. Già nel Trecento il popolo aveva dimostrato la propria tenacia distruggendo la vicina rocca, fatta costruire dal papa avignonese che voleva conquistare la città.

Ottavo ingresso alla città è Porta Mascarella. E’ quella meglio conservata e che presenta meno rifacimenti nei secoli.

Nono punto di vista sulla città è Porta San Donato. Oggetto di importanti lavori di restauro agli inizi del 2000 è una porta che vale la pena conoscere se volete iniziare il Tour dei musei di Ateneo di cui vi ho parlato in altri post, in quanto si trova in prossimità della zona più ricca di università.

Ultima porta di questa “circumnavigazione” anzi cirumvallazione di Bologna è Porta San Vitale. Era una porta importantissima in quanto rappresentava il collegamento con Ravenna e quindi con gli approvvigionamenti di sale.

Altre due porte facevano parte di questo sistema difensivo ma sono state demolite insieme alla demoliziene della terza cinta muraria e sono Porta San Mamolo e Porta Sant’Isaia anche se le zone dove esse si collocavano portano ancora il loro nome.

Bologna 2019-06-19

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