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Le Fontanelle

Sono a Napoli per il weekend. E’ la mia città di origine e spesso capita che la città dove siamo cresciuti non la conosciamo. I turisti ci mettono in imbarazzo quando ci raccontano delle bellezze delle città da dove proveniamo così oggi ho deciso di andare a vedere un luogo di cui ho sentito sempre parlare ma non ho mai visto.

La daysperience n°61 di oggi?

Visita al Cimitero delle Fontanelle.

Ingresso alla cavea

Mia madre da piccolo mi raccontava tante storie su questo luogo. Lei ci andava con le zie tutti i lunedì pomeriggio per far visita alle cosiddette “anime pezzentelle“. Questo antichissimo cimitero ipogeo conserva i resti di circa 30.000 persone decedute a cause delle epidemie di peste del ‘600 e di colera dell’800. Questo grandissimo ossario si trova nel Rione Sanità, uno dei quartieri più ricchi di storia di Napoli e anche uno dei più famosi.

Era uso in tempi antichi adottare una “capuzzella” ovvero un teschio di una delle “anime pezzentelle” così chiamate perchè appunto abbandonate. E’ un unicum a livello mondiale e di recente il luogo ha visto anche un rifiorire di turisti anche grazie all’opera di restauro che è stata fatta per rimetterlo a nuovo. Anche mia madre che lo conosceva fin da piccola si è meravigliata per i numerosi turisti in visita. In passato erano solo le persone del quartiere o dei quartieri vicini che ci andavano per pregare le anime del purgatorio e per chiedere le “grazie”.

Internamente vi è anche una chiesa che è stata utilizzata fino agli anni ’80 e talvolta anche recentemente. L’intera area della Sanità è ricca di catacombe e tombe scavate nella roccia tufacea della collina di Materdei. E’ un luogo mistico e affascinante che può suggerire diverse emozioni al visitatore, tutto dipende probabilmente dal nostro rapporto con l’idea della morte. Io l’ho vissuto con grande serenità e con un senso di pace. Sono inoltre fiero che la mia città di origine si stia muovendo positivamente per valorizzare l’enorme bagaglio storico-artistico che possiede, non possono solo essere pubblicizzati gli aspetti negativi di una città.

Una curiosità per chi non lo sapesse è che esistono diverse leggende legate ad alcuni teschi che sono poi diventati famosi all’interno di questa cavea. Mia madre mi raccontava sempre quella del Capitano: una donna era solita andare a pregare presso il cimitero delle Fontanelle e pregava in particolare un teschio, detto appunto del Capitano. Un giorno il fidanzato della ragazza si recò anch’egli al cimitero e forse geloso delle attenzioni che la ragazza rivolgeva a questo teschio puntò il suo bastone da passeggio nell’orbita del teschio (che si presenta annerita) beffeggiandolo e invitandolo al loro prossimo matrimonio. Il giorno delle nozze al matrimonio si presentò un signore vestito con la divisa da carabiniere, nessuno aveva mai visto l’ospite. Lo sposo quindi si avvicinò a questa figura per chiedergli spiegazioni su chi lo avesse invitato e il Capitano gli spiegò che era stato proprio lui che tempo prima lo aveva invitato accecandogli l’occhio con il suo bastone. Lo sposò morì sul colpo per lo spavento.

Questa leggenda un pò raccapricciante ci racconta tanto del popolo napoletano e del suo folclore. Per quanto possano esserci tante contraddizioni nel sua storia, Napoli conserva una riverenza e un rispetto per i morti ineccepibili, basta recarsi in un qualunque cimitero per capire che un napoletano difficilmente abbandona a se stesso una persona cara o un parente, avendo cura del suo giaciglio dopo la morte tanto quanto aveva cura della persona in vita.

Napoli 2019-03-02

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