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Paradiso perduto

Qualche giorno fa avevo visto il trailer del film Escobar: il fascino del male con i due premi Oscar Penelope Cruz e Javier Bardem. Cercando delle informazioni sulla storia di Escobar che non ho mai approfondito mi sono imbattuto in un altro film sullo stesso, forse meno famoso rispetto a questo. Il film si chiama Escobar: Paradise Lost. Ho deciso quindi di vederlo.

La daysperience n°150 di oggi?

Escobar:Paradiso Perduto.

Il film è la prima prova come regista di Andrea Di Stefano, attore italiano trapiantato a New York dove studia al famoso Actors Studio dove hanno studiato celebri attori come Marlon Brando e Paul Newman. Dopo numerosi film quale attore Andrea Di Stefano inizia la sua carriera come regista proprio con questo film e devo dire che è una gran bella prima prova.

Un gruppo di surfisti canadesi decide di stabilirsi su una spiaggia della Colombia, una zona paradisiaca per il mare e per la natura. Il protegonista Nick insieme al fratello decidono di costruire un ritrovo per surfisti in quel luogo, qui però vengono ben presto in contatto con la popolazione locale. Nick conosce Maria, una bellissima ragazza del posto e i due si innamorano. Maria è però la nipote di Pablo Escobar, interpretato dal bravissimo Benicio del Toro.

Inizialmente sembra tutto idilliaco per Nick, il sogno di ricchezza, libertà e amore a cui tutti aspirano. Ben presto, la figura imponente di Escobar, si trasforma da figura paterna in mostro. Il sogno diventa incubo e Nick è costretto a lottare per salvarsi. Un film affascinante su una delle figure più emblematiche tra gli anni ’70 e ’90 . Il criminale, il miliardario, il politico, il filantropo, il mostro, il padre. Tutte queste cose era Pablo Escobar e venire in contatto con lui non poteva non sporcare l’anima di un ragazzo come Nick.

Il film è ispirato da una storia vera e questo lo rende ancora più interessante da vedere. Le lunghissime ombre di una figura “legendaria” per la Colombia investono tutti i protagonisti di questa storia che tiene col fiato sospeso fino alla fine.

Bologna 2019-05-30

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