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Per non dimenticare.

Vicino casa mia c’è il Museo Per la Memoria di Ustica. Sono quasi due anni che abito in questo quartiere (Bolognina/Navile) e non ho mai visitato questo museo che è proprio a cinque minuti da casa. In realtà mi angosciava pensare di visitare i resti in una tale tragedia. Oggi mi sono deciso e sono andato.

La daysperience n°55 di oggi?

Visita al Museo per la Memoria di Ustica.

Il Museo si trova nel Parco della Zucca in via di Saliceto. E’ aperto dal giovedì alla domenica ed è gratuito. Il Museo è stato costruito per alloggiare i resti del DC-9 I-TIGI della compagnia Itavia precipitato in circostanze ancora oggi non del tutto chiare la notte del 27 Giugno del 1980 nelle acque di Ustica. Io non ero ancora nato quando è successo questo che è stato il più grande disastro aereo italiano. Il museo è una grande sala. Si gira intorno alla carcassa dell’aereo su un ballatoio.

Una piccola sala adiacente ospita la proiezione del video della costruzione del museo. Il video è molto toccante, vi consiglio di vederlo (cliccate sulla parola video). Le famiglie delle vittime hanno lottato per anni per capire cosa fosse successo quella notte. Inizialmente si era parlato di un cedimento strutturale, gli accertamenti hanno poi negato questa ipotesi, intanto la compagnia Itavia ha subito un duro colpo per questa ipotesi ed è poi fallita. Ci sono voluti moltissimi anni perchè un giudice mettesse nero su bianco che l’aereo è stato abbattuto all’interno di un’operazione militare. Ancora oggi le dinamiche non sono del tutto chiare e le famiglie delle vittime chiedono ancora la verità. Il Museo della Memoria di Ustica è un simbolo per non dimenticare quello che è accaduto, per ricordare che ottantuno persone tra passeggeri e membri dell’equipaggio hanno perso la vita a causa di errori umani su più livelli e che ancora oggi la faccenda non è del tutto chiara.

Sulle pareti del ballatoio sono allestiti specchi neri dietro i quali l’artista
Christian Boltanski, che si è occupato dell’allestimento della sala, ha disposto deli microfoni che emettono gli ipotetici flebili discorsi dei passeggeri.

Otto casse nere contengono gli effetti personali ritrovati. L’illuminazione è affidata a 81 luci che emmettono luce di intensità diversa che arrivano quasi a spegnersi ma non si spengono mai del tutto come il ricordo delle 81 vittime di un incidente che li ha strappati dai loro sogni.

Pensavo fosse un luogo di tristezza invece la sensazione che ho provato è di una grande pace. Questo museo e tutto il lavoro che c’è stato per portarlo in essere è un grande esempio di civiltà per il Popolo italiano. E’ un segno intangibile che questo evento e queste persone non saranno dimenticati e la ricerca della verità proseguirà.

Bologna 2019-02-24

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