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La fabbrica illuminata

Porto di Genova” è’ il titolo della mostra di Lisetta Carmi, una delle fotografe più importanti del Novecento. La mostra è divisa in due sezioni e le foto sono state realizzate tutte nel 1964.

La prima sezione riguarda il lavoro dei manovali al Porto di Genova, la seconda invece indaga sulla vita degli operai dell’Italsider, sempre a Genova. La mostra fa parte della VI biennale di Fotoindustria.

La daysperience n°321 di oggi?

L’artista e i lavoratori.

Quello che emerge dalle bellissime foto di questa artista è il rapporto che instaura con le persone ritratte nelle foto. Spesso il soggetto protagonista si rivolge alla macchina creando un rapporto intimo con l’autore, in una folla di lavoratori.

Il lavoro di questa fotografa è importantissimo per i movimenti per i diritti dei lavoratori che di lì a poco avrebbero preso il via. Si respira nelle sue foto anche una certa denuncia nei confronti di alcune condizioni di vita dei lavoratori del porto di genova.

Emblema di questo tema è la foto del portuale quasi completamente immerso nelle polveri bianche durante alcune operazioni, senza alcun tipo di protezione. Non si conoscevano all’epoca i pericoli di alcune attività lavorative e ancora oggi si può fare molto per evitare le cosiddette morti bianche.

Nella suggestiva cornice dell’Oratorio di Santa Maria della Vita si sviluppa anche la seconda sezione di foto. Questa volta è l’Italsider protagonista degli scatti. In questo lavoro ci si concentra molto sulla produzione senza perdere di vista la componente umana.

Mi ha molto colpito anche la foto di una donna al tornio, lavoro comunemente svolto dagli uomini, specialmente negli anni ’60.

Ad accompagnare le immagini della mostra c’è la musica di Luigi Nono che visitò gli stabilimenti dell’italsider con Lisetta Carmi. Dalla registrazione dei rumori della fabbrica nacque l’opera “la fabbrica illuminata“.

Bologna 2019-11-17

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