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Prospecting Ocean

La mostra di Armin Linke alla Biblioteca Universitaria di Bologna in via Zamboni rientra nel cicuito di Fotoindustria ed è un opera quasi enciclopedica.

Il tema scelto dal famoso artista italiano di origini tedesche rientra nei suoi studi sulle trasformazioni umane del territorio e in particolare in questa occasione si tratta dei fondali marini.

La daysperience n°320 di oggi?

Acqua di nessuno.

Se con Anthropocene si è indagato dall’alto sulle trasformazioni che l’uomo sta attuando al pianeta non meno importanti sono le frontiere oltre cui si sta spingendo l’uomo per sfruttare i fondali marini anch’essi ricchi di risorse minerarie ed energetiche.

Il lavoro di Linke è mastodontico e per poter studiare tutti i contributi che mette a disposizione in quest’opera di archiviazione sarebbero necessarie circa otto ore.

Opere fotografiche affiancate a opere letterrarie, video sulle ricerche finalizzate all’estrazione attraverso robot sottomarini e interviste di scienziati tra i più illustri in materia di oceanografia e ambiente.

Molto interessante è anche il contributo sul tema legislativo e politico. Come ci spiega il curatore della mostra Francesco Zanot, la legislazione dei mari è tanto antica quanto complessa. Le nazioni possono sfruttare i mari fino a 200 miglia dalla loro costa ma in situazioni come quella del mediterraneo è impossibile e quindi la fascia è ristretta a 12 miglia.

Le zone rimanenti sono “acqua” di nessuno dove tutti possono sfruttare le risorse ittiche.

Tutto ciò riguarda la colonna d’acqua al di sopra del fondo marino, ancora più terra di nessuno appaiono i fondali che stanno appunto subendo una cannibalizzazione da parte dei poteri forti per sfruttarne le risorse.

L’interesse per questi temi trovano in questa mostra il luogo ideale dove essere esposti. La mostra si sviluppa infatti nella Biblioteca Universitaria di via Zamboni proprio accanto al Museo Marsili.

Il conte e generale Luigi Ferdinando Marsili fu uno studioso eclettico e straordinario. La sua figura mi ricorda molto quella di Leonardo Da Vinci, era non solo un brillante oceanografo ma anche un esperto in armi e strategie di battaglia, si dilettava anche nella pittura e infatti i suoi studi scientifici erano corredati da opere pittoriche di grande rilievo.

Linke ha voluto integrare nella sua opera anche alcune opere dell’archivio di Marsili i cui studi sono ancora oggi di rilievo internazionale ed è impressionante come nel ‘700 sia riuscito a dare delle mappe del fondale marino e avesse delle conoscenze sulle correnti così accurate.

Un’opera dal sapore decisamente scientifico che ha scandagliato una parte della della tecnosfera non immediatamente visibile all’uomo, il cui impatto sugli ecosistemi ancora è oggetto di studio.

Bologna 2019-11-16

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