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Shonin-ki

Oggi mi sono riproposto con questa lettura un piccolo viaggio nel Giappone antico tra i guerrieri ninja.

La daysperience n°434 di oggi?

L’insegnamento segreto dei Ninja.

Fu scritto da Natori Sanjuro Masazumi nel 1681, è uno dei documenti più importanti pervenutoci sull’arte dei ninja.

Custodi di tecniche segrete, spesso tramandate oralmente oppure attraverso scritti di difficile interpretazione, prestavano servizio per facoltosi feudali ed erano divisi in gerarchie ben precise.

Ho iniziato a leggere questo libro per curiosità e mi stanno molto affascinando le storie di queste figure leggendarie.

La dottrina del ninjutsu è sicuramente stata contaminata dal corpus di opere che sono alla base dell’Arte della guerra di Sun Tzu che dalla Cina sarà permeata in Giappone secoli prima.

In questo libro emergono figure diverse da quelle che sono nel nostro immaginario collettivo, l’uomo in tutina nera con solo gli occhi in vista. In realtà il vestiario era molto diverso e tutto era finalizzato ad agevolare il combattimento.

Il mito dell’uomo in tutina nera deriva probabilmente dal teatro kabuki, dove gli assistenti di scena erano soliti muoversi sul palco vestiti con un’aderente uniforme nera che lasciava scoperti solo gli occhi.

Per gli spettatori essi erano invisibili e la capacità di diventare invisibili era una prerogativa dei ninja.

Ai ninja venivano attribuiti molti poteri a volte anche legati all’esoterico o al paranormale in realtà erano esperti in diverse tecniche di disillusione, sabotaggio e spionaggio e le loro missioni erano avvolte nel mistero, diventando così mitologiche.

E’ interessante come sin dalle prime pagine si incontrano personaggi che sono poi stati riutilizzati in altri ambiti artistici come Hattori Hanzo.

Il guerriero discendeva da una celebre famiglia di Iga e divenna il capo riconosciuto degli shinobi (altro nome dei ninja) no mono di Iga. Il suo nome lo ritroviamo nella saga Kill Bill di Quentin Tarantino che si è ispirato sicuramente alla tradizione dei samurai e dei ninja.

Simile sorte per il nome di Goemon, a noi ci ricorda il samurai della fortunata serie di manga Lupen III , ma Ishikawa Goemon fu un leggendario ninja, talvolta associato alla figura di Robin Hood poichè sembrerebbe che rubava ai ricchi per dare ai poveri.

Questo libro oltre ad aiutarci a capire questo mondo lontano ci insegna anche le doti principali di questi maestri, una fra tutte la resilienza. La capacità di superare le difficoltà e di trovare sempre una via di uscita alle stesse, capacità che tutti noi dovremmo imparare a sviluppare.

Napoli 2020-03-09

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