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Spectral City

Il lavoro di Stephanie Syjuco per Fotoindustria è una doppia proiezione presentata in una delle sale del MAMbo . L’artista americana di origini filippine ci presenta un nuove scenario di San Francisco, la città dove è cresciuta e dove lavora.

La daysperience n°307 di oggi?

Scenari digitali.

Le due proiezioni sono una di fronte all’altra.

Su una parete scorre il film A Trip Down Market Street un film del 1906 della durata di 13 minuti diretto dal Miles Brothers, realizzato con una telecamera piazzata su un cable car che percorre la Market Street di San Francisco.

Il documento ci riporta all’epoca, a come era la strada, i suoi edifici e la vita quotidiana.

La Syjuco riprende quest’opera e attraverso un lavoro di raccolta di immagini di Google Earth e un software riesce a realizzare un video che ripercorre la stessa strada. Sulla strada però l’artista pone degli oggetti incomprensibili una sorta di bug del sistema.

Ci si ritrova su una strada in cui è successo qualcosa di anomalo, una sorta di deflagrazione, uno scenario post-apocalittico. Gli edifici circostanti sono gli stessi ma sulla strada sono presenti ostacoli taglienti, metallici e nonostante questo l’occhio dell’osservatore continua il suo percorso.

L’assenza della componente umana nel video aumenta questo stato di inquietudine, a differenza del più antico film in cui si respirava la quotidianeità del vissuto.

Il lavoro di questa artista pone sicuramente delle riflessioni sul futuro delle città. La zona ripresa è infatti oggetto ora di diversa trasformazioni urbane dovute alla presenza delle grandi compagnie della Silicon Valley che hanno spostato molti dei loro uffici proprio qui.

Bisogna inoltre considerare, come ci spiega il curatore di FotoIndustria, Francesco Zanot, che la zona di notte, è il ritrovo della folta comunità di homeless di San Francisco che non potendo spostarsi nelle parti alte della città con i loro carrelli rimangono nella parte bassa costituendo proprio di notte una città spettrale fatta di miseria e microcriminalità.

Il lavoro di questa artista è un ulteriore riflessione sul futuro della tecnosfera tema centrale della Biennale.

Bologna 2019-11-03

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