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Split

Avevo già citato questo film quando ho fatto il test sulle 16 personalità, come scrivevo in quel post, il protagonista del film ne ha molte di più.

E’ un film del 2016 di M. Night Shyamalan ispirato alla storia di Billi Milligan un criminale il cui caso negli anni ’70 sconvolse gli Stati Uniti.

La daysperience n°394 di oggi?

Split.

A causa dei maltrattamenti subiti da piccolo Billi aveva sviluppato 24 personalità e nel processo che lo vedeva imputato per aver sequestrato, violentato e rapinato tre studentesse universitarie Billi fu assolto perchè affetto da un forte disturbo dissociativo.

Si verificò che Billi non era inconsapevole di ciò che facevano le singole personalità quando prendevano il sopravvento sulle altre e il suo caso rappresentò il primo in cui il disturbo dissociativo di personalità venne riconosciuto come una vera e propria patologia.

Allo stesso modo il protagonista del film, Kevin, brillantemente interpretato da James McAvoy, rapisce tre studentesse sotto l’influenza di due delle sue 23 personalità, Patricia e Dennis.

Kevin è aiutato da una dottoressa che da diversi anni studia le 23 personalità del ragazzo e cerca di aiutarlo a convivere con esse.

Patricia e Dennis sono due personalità indesiderate perchè negative. La prima è una donna fanatica religiosa mentre il secondo è un ossessivo-compulsivo.

La vita di Kevin è sotto controllo finchè la personalità di Berry, un carismatico stilista gay controlla tutte le altre ma questa ben presto viene messa a tacere poichè Patricia e Dennis hanno in piano di far emergere una ventiquattresima personalità che nessuno conosce, denominata la Bestia.

Il regista del Sesto Senso dopo alcuni insuccessi è riuscito a regalarci una nuova perla non solo per l’interpretazione di McAvoy ma anche per il tema trattato in modo originale.

Pur essendo impossibile non ricordare il Buffulo Bill del Silenzio degli innocenti questo film mette l’accento anche su sottotemi importanti.

Le patologie mentali sono talvolta effetto di sopraffazioni subite in tenera età e il medico che studia il caso ha un occhio esterno senza apporre giudizio positivo o negativo ma cercando unicamente di aiutare il paziente.

Un’ulteriore nota da sottolineare è il riconoscimento da parte dell’aguzzino delle stesse sofferenze da lui subite in una delle sue vittime e quindi l’empatia tra i due personaggi.

Bologna 2020-01-29

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