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Teatro di Villa Aldrovandi

Un autentico gioiello in via Toscana a Bologna. Il piccolo teatro del ‘700 è l’unico esempio che ci è pervenuto di teatro privato del periodo. Grazie all’attenta opera di restauro e conservazione è possibile visitarlo ed è rimasto quasi intatto rispetto all’opera originaria.

La daysperience n°279 di oggi?

Teatro di Villa Aldrovandi Mazzacorati.

L’associazione Succede solo a Bologna organizza periodicamente delle visite guidate a questo luogo che si trova all’interno della bellissima Villa Aldrovandi-Mazzacorati oggi adibita a poliambulatorio.

Grazie alla stessa associazione avevo visitato Bagni di Mario e con la stessa guida, molto esperta, ho potuto scoprire un altro luogo incantevole appena fuori città.

Il teatro fu costruito per volere di Giovan Francesco Aldrovandi che aveva ereditato la Villa. Giovan Francesco era una personalità eccentrica, si dilettava nello scrivere poemetti e nel recitare egli stesso.

Il propietario era molto vicino all’ideologia illuminista e soprattutto al pensiero prerivoluzionario francese. Il padre di Giovan Francesco combinò un matrimonio per il figlio ormai trentenne e scapolo ma il giorno delle nozze il giovane non si presentò e fuggi nella vicina Modena.

A Modena conobbe Vincenzo Fontanelli, esponente della corte degli estensi e il più importante divulgatore e tradutture delle opere di Voltaire. Qui Giovan Francesco potè avvicinarsi all’ideologia prerivoluzionaria e conoscere la figlia di Fontanelli che diventerà sua moglie.

Rientrato a Bologna ereditò la Villa in via Toscana che era prevalentemente una tenuta di campagna suburbana. In occasione delle nozze si ritenne opportuno trasformare la tenuta in una dimora degna del nome della famiglia.

Il progetto definitivo fu affidato a Francesco Tadolino che spinto dal gusto neoclassico realizzò il portico d’ingresso con sei colonne monumentali. Capitelli ionici sorreggono la trabeazione e il frontone; le ali porticate, incece, nascondono i locali retrostanti, occupati dalla servitù.

Dall’ala sinistra si accede al teatrino inaugurato nel 1763 con la tragedia scritta da Voltaire l’Alzira, tradotta dallo stesso Fontanelli.

Il teatro è davvero spettacolare. Su una pianta rettangolare si sviluppano due ordini di balconate idealmente sorrette da figure sculturoee di tritoni e sirene, mentre l’ingresso è sorretto da figure di cariatidi.

L’apparato pittorico contribuisce a conferire al luogo il suo alto livello di raffinatezza. Al piano terra ritroviamo un chiaro esempio di trompe l’oeil, tipico del gusto barocco, nel quale si simula la continuità tra l’interno del teatro e l’esterno dei giardini; al piano superiore invece un gusto più neoclassico con i putti incorniciati in ovali dorati.

Sicuramente quello che desta maggiore meraviglia è l’apparato scultoreo, le figure marine sorreggono con sinuosità le balconate e le mani si muovono nell’aria con movimenti plastici. La posizione degli arti ha anche un aspetto funzionale, infatti le statue sorreggevano le lanterne e le ghirlande durante le rappresentazioni.

Grazie al lavoro dell’ Associazione “Cultura e Arte del ’700” questo teatro è ancora vivo e può offrire spettacoli per un pubblico di circa 80 persone.

Un vero gioiello di Bologna da non perdere.

Bologna 2019-10-06

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