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The mirror look at me

“Look up in the mirror, the mirror look at me” questa è una delle frasi della canzone di Will.I.am Feelin Myself. Quante volte ci siamo guardati allo specchio? Mentre ci laviamo i denti, mentre ci trucchiamo, pettiniamo. Dopo esserci vestiti. Spesso è una delle prime cose che facciamo la mattina. Ci guardiamo nello specchio. E se fosse lo specchio a guardare noi, o dentro noi?Ancora una volta vi assicuro non sono impazzito ne mi hanno rapito gli alieni. O almeno se è successo io non lo so. Quello che propongo oggi è un esperiemento che ho scoperto da un canale youtube.

La daysperience n°56 di oggi?

L’esperimento dello specchio.

Il canale di youtube di cui vi sto parlando è L’inspiegabile .Presenta numerosi contenuti interessanti. Misteri inspiegabili, casi inquietanti provenienti dalla vita reale, dal web e dal cinema. Se siete dei fan di X-files e simili, questo canale non potete perderlo. Tra i vari video che ho potuto guardare su questo canale, uno che ha attirato la mia attenzione è questo dell’esperimento dello specchio. E’ un’esperimento molto semplice che rivela alcuni aspetti psicologici di noi. Ciò che vi derve è uno specchio e una debole fonte di luce, magari una candela.

Giovanni Battista Caputo, ricercatore e psicologo italiano, ha inventato questo gioco da sottoporre ad alcune persone. In una stanza illuminata da una debole luce mettetevi di fronte a uno specchio e osservate la vostra immagine riflessa, finchè non sortite un qualche effetto. Complice la poca visibiltà e la noia che dopo un po di tempo porta il cervello a divagare, potreste essere stupiti da ciò che vedrete allo specchio. Alcune persone dicono di aver visto il proprio viso deforme, il volto di altre persone o di parenti defunti. Io vi racconto quello che ho potuto osservare. Inanzittutto ho utilizzato come fonte di luce una candela e quindi una fonte di luce debole e non fissa, perchè soggetta a micromovimenti. Alcune parti del mio viso mi sembravano appunto in movimento come le sopracciglia, gli occhi e la bocca. Ma anche le gance mi sembravano gonfiarsi e sgonfiarsi. Diverse espressioni del viso cambiavano sul mio volto mentre osservavo eppure io non mi stavo muovendo. Riflettendo sull’esperienza che ho fatto per i miei famosi dieci minuti ho pensato che in effetti il cervello non riuscendo a mettere a fuoco l’immagine allo specchio in modo nitido, interpreta sulla base di ciò che ricorda di aver visto allo specchio o meglio ciò che ha voluto vedere allo specchio. Spesso la mia espressione era triste con gli angoli della bocca verso il basso. Probabilmente è così che il mio cervello ha memorizzato la mia immagine. Mi è successo che le persone mi abbiano detto che a volte sembro triste anche se non lo sono. Probabilmente senza accorgermene ho un’espressione triste che trasmetto agli altri e anche al mio inconscio. Da questo esperimento ho imparato che devo sorridere di più, cercare di migliorare l’immagine che ho stampato nel mio inconscio.

Come suggerisce il video: Voi sareste pronti a provare l’esperimento?

Bologna 2019-02-25

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