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Uno Bianca

Sin dall’antichità Bologna è stata teatro di sanguinarie battaglie e anche ai giorni nostri hanno avuto luogo tristi vicende che l’hanno segnata. Come è già accaduto per la daysperience in cui ho visitato il Museo per la Memoria di Ustica anche oggi ho voluto visitare un luogo che richiama alla memoria tristi fatti accaduti in questi territori.

La daysperience n°219 di oggi?

Vista al monumento alle vittime della Uno Bianca.

Il monumento, una piramide, i cui gradoni si avvitano su se stessi si erge su una collinetta, al suo fianco una targa, con i nomi delle 24 vittime di questa banda che tra gli anni ’80 e ’90 terrorizzò l’Emilia Romagna con una serie di atti e rapine che portarono alla morte di 24 persone e ad altri gravi ferimenti.

Fatto ancora più agghiacciante fu la scoperta che la maggior parte dei componenti della banda erano membri della Polizia di Stato. Oltre ai sanguinosi crimini, questi assassini infangarono anche il nome del corpo di Polizia di cui facevano parte e sulla cui onestà l’opinione pubblica ha e deve avere fiducia.

Il nome “Uno Bianca”, deriva dal modello di auto utilizzato per gli assalti, un’auto molto comune in quel periodo e facilmente reperibile, anch’essa simbolo dell’Italia di quegli anni.

Numerosi i documentari come quello di Blu notte e altri ancora fino ad arrivare a una miniserie con il bravissimo attore Kim Rossi Stuart, per raccontare gli eventi che ancora oggi sono ricordati con un grande amaro in bocca.

Notizia che lascia ancora di più l’amaro in bocca è il danneggiamento recente a questo monumento. In Marzo infatti la targa con i nomi delle vittime è stata trafugata e per fortuna ritrovata alcuni giorni dopo e ricollocata al suo posto.

Questi atti vandalici sono a dir poco assurdi, pur non avendo nessun valore commerciale o materiale vengono compiuti atti che offendono e ledono persone vittime di gravi tragedie. Non ci sono parole per le persone, se così si vogliono chiamare, che compiono tali oltraggi.

Oggi ho deciso quindi di recarmi in via Lenin per visitare questo monumento e per vedere i giardini dove esso si colloca, anch’essi dedicati alle vittime.

Sono giardini molto belli, un punto di sosta per riflettere e non dimenticare.

Bologna 2019-08-07

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