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Uno psicologo nei lager

Il libro di Viktor E. Frankl del 1946 ha venduto oltre 10 milioni di copie ed è diventato uno dei libri più influenti dello scorso secolo non solo nel campo della psicologia.

La daysperience n°357 di oggi?

Uno psicologo nei lager.

Viktor Frankl visse in prima persona le atrocità del nazismo, fu deportato e visse 3 anni nei lager. La storia che racconta non è solo aneddotica, essendo un medico cerca di esaminare gli stati d’animo dell’uomo in una situazione estrema come la prigionia del campo di concentramento.

Oltre a portare alla luce le atrocità subite, la fame e l’essere trattati senza alcuna umanità Frankl attraverso questo libro cerca di infondere un messaggio di speranza e di amore per la vita.

Le considerazioni che emergono dalla sua esperienza e da questo libro hanno gettato le basi per la Logoterapia che diventerà la base della psicologia moderna al pari delle teorie di Freud.

Quando l’unico obiettivo della giornata è quello di sopravvivere l’uomo può scegliere se lasciarsi andare o se trovare un significato a ciò che sta subendo.

Uno dei messaggi più significativi di quest’opera è la frase che ci sprona a trovare la nostra strada. “Chi ha un perchè per vivere, può sopportare ogni come”.

A sostegno di questa tesi Frankl riporta due esempi del lager, due uomini che riuscirono a sopravvivere grazie alla speranza. Il primo aveva la speranza di rividere il suo amato figlio da lui separato e portato in un paese lontano mentre il secondo era uno studioso che aveva lasciato a metà la sua opera e attendeva la liberazione per poterla completare.

Anche lo stesso medico trova il motore della sua speranza, l’amore nei confronti della moglie con cui inizia dei dialoghi mentali non conoscendone le sorti.

Il medico arrivò a questa rivelazione in seguito ad un episodio che avvenne nel periodo di internamento. Un suo amico gli rivelò un sogno che aveva fatto alcuni giorni addietro. Aveva sognato una voce che gli rivelava la data della liberazione, il 30 Marzo.

Giunti in prossimità di quella data, la guerra continuava ad impazzare in Europa e il 29 Marzo l’amico di Frankl si ammalò. Una forte febbre lo investì il giorno del 30 Marzo e il 31 morì.

L’amico del medico aveva visto disilluse le sue aspettative e il suo corpo aveva ceduto al tifo petacchiale che probabilmente covava da diversi mesi. Una volta perse le speranze per il futuro la sua mente, e quindi il suo corpo, si abbandonarono alla morte non avendo più un perchè per vivere.

Avere un perchè può dare significato anche alle più atroci sofferenze, è questo in ultima analisi il messaggio del libro.

Napoli 2019-12-23

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