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Velvet Buzzsaw

Uno dei miei film preferiti è Nightcrawler – Lo sciacallo scritto e diretto da Dan Gilroy con Jake Gyllenhaal e Rene Russo. Quando ho visto il trailer di Velvet Buzzsaw su Netflix rivedendo la stessa squadra del film mi sono subito immerso nella visione.

La daysperience n°471 di oggi?

Arte che uccide.

Il thriller del 2019 narra la storia di un gruppo di personaggi nel giro dei collezionisti d’arte di alto livello. Jake Gyllenhaal, interpreta Morf Vandewalt un critico d’arte spietato le cui recensioni sono in grado di troncare la carriera di un’artista così come far lievitare il valore di un’opera.

Morf frequenta spesso la Haze Gallery di Rhodora Haze, interpretata da Rene Russo, una ex-artista che, abbandonate le velleità come pittrice si dedica alla sponsorizzazione dei migliori artisti internazionali.

Josephina è l’assistente di Rhodora ed intreccia una relazione con Morf apertamente gay.

Una sera Josephina trova un uomo disteso sul pianerottolo di casa. L’uomo è morto e non aveva parenti o amici. Entrando nell’appartamento di quest’ultima per recuperare il suo gatto, Josephina scopre che l’uomo era un’artista di grande talento intento però a distruggere le sue opere.

La ragazza si impossessa delle opere del pittore e con la guida di Rhodora e dopo l’entusiasmante parere di Morf decide di far diventare lo sconosciuto vicino un pittore acclamato postumo.

Il valore del lavoro di Vetril Dease sale alle stelle grazie alla buona pubblicità e coinvolge tutto l’art system tra estimatori, artisti, curatori e clienti delle gallerie.

Ben presto però intorno ai quadri di Dease inizieranno misteriose morti e lo stesso Morf inizierà a chiedersi se la volontà dell’autore di distruggere la sua opera non fosse dettata da un motivo reale.

Scavando nella vita del pittore e nelle sue opere si scopriranno macabri dettagli che ne faranno un autore dannato i cui quadri si animano per uccidere.

Un altro film riuscito di Dan Gilroy che non delude le aspettative rispetto al suo primo lavoro.

Il regista ci porta dal cinismo delle cricche chic del mondo dell’arte non lontano dallo snobbismo modaiolo del Diavolo Veste Prada all’orrore della morte incidentale in pieno stile Final Destination.

Una riflessione mi è venuta spontanea ma non so se era nell’intenzione della sceneggiatura, il nome dell’artista maledetto Vetril Dease fa riferimento a due parole il cui significato si lega facilmente alle intenzioni della trama.

Dease è facile collegarlo a “disease“, malattia e Vetril a Vitriol, l’acronimo che nella visione alchemica richiama alla ricerca interiore del significato della nostra esistenza.

Ma questa rimane una mia congettura.

Napoli 2020-04-15

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